A COLLOQUIO CON IL PROF

In un’intervista pubblicata su GYNECO, l’Organo Ufficiale dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), il Prof. La Sala parla del suo lungo percorso nel mondo della procreazione medicalmente assistita (PMA) e del suo impegno profuso nel trasmettere agli altri il suo sapere e il suo sapere fare.

Quando la professione diventa missione

Il Prof. Giovanni Battista La Sala, a partire dalla fine degli anni '70, ha visto nascere la PMA in Italia, contribuendo in modo decisivo alla sua crescita e al consolidarsi di tecniche oggi ormai sicure e affidabili, grazie anche alle sue ricerche nel campo dell'infertilità umana.
È proprio da questo lungo percorso, fatto di impegno e passione, che nasce il manuale “Infertilità Umana Principi e Pratica”, pubblicato nel 2014 e giunto alla seconda ristampa.
Il Prof. La Sala spiega l’importanza a livello scientifico dell’opera in un’intervista pubblicata su GYNECO - l’Organo Ufficiale dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) -, ma parlare del grande impegno messo in campo per la realizzazione di questo lavoro, offre lo spunto per affrontare un “viaggio” attraverso più di 40 anni di storia della PMA nel nostro Paese.
Il manuale diventa così quasi una metafora della “missione” di La Sala e dei ricercatori come lui, ovvero sentire il dovere, a un certo punto della vita, di “passare il testimone”, di condividere con le nuove generazioni le proprie esperienze e il proprio sapere scientifico, acquisito in tanti anni di studio e rigoroso lavoro sul campo. Esattamente come in passato hanno fatto i Maestri di questa delicata e complessa branca della medicina, spendendo molte energie nel divulgare e trasmettere, oltre ai risultati dei loro studi, la profonda motivazione che li guidava.
Sono gli uomini così, e Giovanni La Sala è senza dubbio uno di loro, a rendere possibili i piccoli successi quotidiani che, in ogni settore della medicina, si trasformano poi, nel lungo periodo, in grandi progressi al servizio della salute umana.

Il piacere (e il dovere) di trasmettere il proprio sapere e il proprio saper fare ad altri

Vi è un momento della nostra professione, dopo diversi anni di studio e di esperienza sul campo, in cui si ha la sensazione di riuscire a dominare il settore che abbiamo studiato in modo più approfondito e nel quale abbiamo maggiormente operato. Ecco, in quel momento senti di trasmettere agli altri tutto il tuo sapere e il tuo saper fare. Senti che devi farlo per rispetto di te stesso e dei tuoi e altrui Maestri che in passato hanno fatto altrettanto”

“L’essere riuscito a pubblicare il manuale Infertilità Umana Principi e Pratica mi fa sentire appagato e, devo ammetterlo, mi dà un leggero senso di trionfo. Ritengo che il manuale rappresenti un riuscito tentativo di sistematizzazione e di aggiornamento delle numerose e spesso complicate e controverse questioni inerenti alla diagnosi e alla terapia dell’infertilità umana. La pubblicazione del manuale ha richiesto migliaia di ore di lavoro da parte non solo mia ma anche degli altri editori e degli autori.
Il mio auspicio, pertanto, è che tutti prendano coscienza dell’impegno e della fatica che la realizzazione di quest’opera ha richiesto”.
L’intervista non è ancora cominciata ma Giovanni La Sala, uno dei maggiori esperti italiani nel campo dell’infertilità di coppia, pone subito l’accento sul grande impegno che, come Editor-in-Chief, si è assunto per la pubblicazione del testo. In particolare, sottolinea l’impegno da lui dedicato per coordinare il lavoro degli altri cinque editor (Giovanni M. Colpi, Stefano Palomba, Alessia Nicoli, Leonardo De Pascalis e Maria Teresa Villani) e dei ben ottantacinque autori che, per oltre due anni, si sono continuamente confrontati per offrire al lettore la migliore qualità possibile di ogni capitolo, di ogni sezione, dell’intera opera.
Opera che raggiunge le quasi mille pagine.
“Infertilità Umana Principi e Pratica” (edito da Edra Lswr S.p.a) è stato pubblicato a marzo del 2014 ed è già alla seconda ristampa (ristampa maggio 2014 e ristampa aggiornata dicembre 2014).
GynecoAogoi ha già recensito positivamente quest’opera, per cui parleremo poco dei pregi del manuale. Interessa piuttosto capire il vero obiettivo che ha spinto Giovanni La Sala ad imbarcarsi in un’opera così impegnativa.
Incontro Giovanni ben consapevole di trovarmi di fronte a un uomo che ha speso molte delle sue energie, della sua passione e della sua intelligenza nella ricerca e che è tra quelli che ha consentito alla PMA di diventare popolare in Italia mantenendo sempre una ben precisa dirittura morale e prestando sempre attenzione all’etica medica e deontologica. Possiamo dire che Giovanni fa parte della seconda generazione degli “infertivologi” italiani. Quella che ha fatto seguito ai Cittadini e ai Flamigni e che da questi ha ereditato il gusto di fare ricerca e di trasmettere il proprio sapere e saper fare agli altri.
L’ho incontrato durante uno dei suoi frequenti passaggi da Roma. Ora, Giovanni siede davanti a me come rinfrancato. Lo sguardo pacifico e rassicurante proprio della gente del sud (non tradisce le sue origini pugliesi). Capelli neri ben pettinati. L’aria garbata e sobria, quasi timida.
Smetto i panni del collega e provo ad indossare quelli del “giornalista” rivolgendogli qualche domanda per capire meglio come è iniziata la sua avventura e quali progetti ha in serbo per il futuro.

Come sono stati gli esordi?
Tu non puoi neanche lontanamente immaginare cosa fosse il mondo della PMA italiana all’inizio, ai suoi albori. Si combatteva contro coloro che, per fame di “gloria” e/o di facile guadagno, s'improvvisavano esperti di PMA e millantavano di ottenere successi strepitosi. Il nostro grande oggettivo problema era, invece, che l’efficacia delle tecniche di PMA era molto bassa all’epoca anche in mani esperte.
Era facile, quindi, di fronte ai numerosi e comuni insuccessi, millantare la propria “maestria” nell’ottenere gravidanze.

Intendi dire che in quegli anni la PMA non contemplava un soddisfacente numero di successi?
Esattamente. All’epoca, infatti, la PMA era una tecnica sperimentale.
L’unica tecnica di PMA di cui disponevamo allora era l’inseminazione in vitro degli ovociti e il trasferimento in utero degli embrioni ottenuti in vitro, la cosiddetta Fivet. Il trasferimento in utero degli embrioni era ogni volta un evento emozionante e la nascita di un bambino da gravidanza Fivet un evento eccezionale, quasi miracoloso. Oggigiorno, invece, disponiamo di un’ampia gamma di validate tecniche di PMA (iniezione intracitoplasmica dello spermatozoo (Icsi), crioconservazione degli embrioni, ecc.).
Inizialmente eravamo in pochi a dedicarci a questa nuova branca della ginecologia che per lo più veniva eseguita in centri universitari o privati. Ricordo ancora lo stupore del mio primario quando gli dissi che avrei desiderato istituire un centro di PMA presso l’ospedale di Reggio Emilia.

Di quali anni parliamo?
Degli anni fine Settanta/prima metà Ottanta. Ero assistente nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia e, all’epoca, le mie due “passioni” professionali erano l’infertilità umana e l’endoscopia ginecologica.
Ebbi la fortuna di essere accolto dal Prof. Cittadini a Palermo presso il suo istituto. In Italia, il Centro del Prof. Cittadini rappresentava una delle realtà più avanzate nel campo della PMA. Lì mi sono formato.

Ettore Cittadini e Carlo Flamigni nella prefazione al tuo manuale hanno espressioni lusinghiere nei tuoi confronti. Soprattutto lodano la tua serietà e la tua straordinaria capacità lavorativa.
Effettivamente, i Professori Cittadini e Flamigni sono stati molto generosi nei miei confronti e di ciò li ringrazio infinitamente. In merito alla collaborazione con il Prof. Cittadini, devo riconoscere che fui realmente fortunato perché mi inserii nel gruppo palermitano nel momento in cui si trasferì all’Istituto Materno Infantile. E come sempre capita in questi casi, il nuovo ambiente favorì nuovi progetti, ambizioni e sogni. Infatti, ricordo che i sette mesi trascorsi a Palermo furono un periodo d’intenso lavoro di ricerca, di grande entusiasmo e di intramontabili sogni. Nacque così una stretta collaborazione con il Prof. Cittadini che m’invitò anche a partecipare alla stesura del manuale “La Sterilità Umana” (E. Cittadini, F. Gattuccio, G.B. La Sala, R. Palermo; Cofese Edizioni, Palermo, 1990).

A distanza di 24 anni esce il tuo manuale “Infertilità Umana Principi e Pratica”. Sembra un verone proprio cambio di testimone nella staffetta della clinica e della ricerca nella medicina della riproduzione e nella PMA in Italia.
È il normale avvicendamento generazionale. Ho raccolto il testimone dei miei Maestri italiani e stranieri che nella seconda metà del secolo scorso s’impegnarono con grande entusiasmo e con motivazioni fortissime nello studio dell’infertilità umana ottenendo importanti risultati. Come tutti gli altri settori della medicina e della biologia, anche quello della medicina della riproduzione ha fatto un notevole salto in avanti negli ultimi due/tre decenni.
E ancor oggi, nuovi dati, nuove acquisizioni, nuovi “progressi” diagnostico-terapeutici nella medicina della riproduzione sono pubblicati quasi quotidianamente.
Io e gli altri editor del manuale abbiamo avvertito la necessità di fare una sintesi di questa vasta, multiforme e complessa materia ponendo particolare attenzione a presentare dati teorici e consigli pratici derivanti non solo dall’importante e non trascurabile esperienza degli editori e degli autori del manuale ma anche e soprattutto dalla Medicina Basata sull’Evidenza (EBM).

Lo dici come se fossi stato costretto a compiere una missione in nome della ginecologia italiana. In un certo senso le cose stanno proprio così. È per questo motivo che, come ti dicevo all’inizio, l’essere riuscito a pubblicare il manuale mi dà un senso di soddisfazione e di orgoglio, come quando hai piena la percezione di aver compiuto il tuo dovere.
Vi è un momento della nostra professione, dopo diversi anni di studio e di esperienza sul campo, in cui si ha la sensazione di riuscire a dominare il settore che abbiamo studiato in modo più approfondito e nel quale abbiamo maggiormente operato. Ecco, in quel momento senti di trasmettere agli altri tutto il tuo sapere e il tuo saper fare. Senti che devi farlo per rispetto di te stesso e dei tuoi e altrui Maestri che in passato hanno fatto altrettanto.

Un’ultima domanda: quali progetti hai per il futuro?
Fra alcuni anni vado in pensione. Lascio l’ospedale e l’università. E poi, avendo più tempo a disposizione, vorrei continuare a interessarmi di medicina della riproduzione e di PMA pubblicando ogni quattro-cinque anni una nuova, aggiornata e migliore edizione di “Infertilità Umana Principi e Pratica”.